ITHALY, IL NEGOZIO DELL’HALAL ITALIANO

settembre 2017

Nel centro di Bari, dalla scorsa primavera, un’insegna blu e oro promette un’esperienza gustosa quanto particolare. C’è scritto ”itHaly, prodotti halal” e all’interno, sotto un’elegante volte a botte, generi alimentari di ogni tipo e prodotti per la cura del corpo sono ben ordinati in scaffali di muratura. Ad accogliere chi varca la soglia, il sorriso di Mohamed Abourahma, giovanotto di origine egiziana che ormai a Bari ha messo radici, sposando una ragazza italiana.

Il solito negozietto etnico? No. Perchè al contrario delle attività che migliaia di piccoli imprenditori di origine straniera hanno avviato nelle nostre città , qui i prodotti non arrivano dai quattro angoli del mondo, ma sono tutti rigorosamente made in Italy: dalla pasta ai pomodori, dalle bibite al caffè, passando per le creme, fino agli shampoo e ai pannolini.

Non solo. Questi prodotti italiani sono anche tutti halal, cioè “leciti” per i consumatori musulmani. La certificazione dell’Halal International Authority garantisce, ad esempio, che non contengono alcool o grassi di animali macellati non ritualmente e che in tutti i processi di lavorazione non sono mai entrati in contatto con sostanze proibite.

Per ora l’offerta di itHaly è rivolta principalmente alla nutrita comunità musulmana barese, circa 20 mila persone, ma su richiesta si spedisce altrove e presto il marchio sbarcherà anche su una piattaforma di e-commerce dedicata al consumo responsabile. All’orizzonte, però, potrebbero esserci altri store come questo in altre città .

“Il nostro obiettivo a lungo termine è creare una catena, capace di rispondere alle esigenze del milione e mezzo di musulmani che vivono nel nostro Paese e anche di chi musulmano non è, però vuole consumare prodotti di qualità , naturali e completamente tracciabili” spiegano a Mixità Laura Tronca e Monica Aiazzi, le due socie milanesi che hanno inventato itHaly.

Imprenditrici di lungo corso, si conoscono da trent’anni, ma per la prima volta si sono lanciate in un’avventura insieme. “Abbiamo pensato di unire l’eccellenza del made in Italy con la certificazione halal. Se vivi qui è giusto che mangi bene italiano, ma è anche giusto che tu possa farlo serenamente, senza tradire la tua identità ”.

Non guasta, poi, che itHaly proponga prezzi contenuti, ben lontani da quelli di certe ricercatezze per gourmet alla moda quanto occasionali. “Un pacco da mezzo chilo di ottima pasta pugliese halal da noi costa 75 centesimi. Vogliamo un’offerta di massa, il prezzo quindi deve essere competitivo”.

Tronca e Aiazzi non sono musulmane. Semplicemente, da brave imprenditrici, hanno individuato un’esigenza sulla quale scommettere e investire. “Il mercato c’è, è molto interessante e ovviamente puntiamo a un ritorno economico. Se poi quello che facciamo serve anche a favorire la convivenza e a distruggere barriere culturali, non possiamo che esserne contente”.

Mixità

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