SABRINA PASTERSKI, NUOVO EINSTEIN G2

dicembre 2018

Non fuma, non beve, non ha mai avuto un fidanzato. Non è nemmeno sui social. Probabilmente a molte sue coetanee basterebbero queste informazioni per definirla sfigata. E invece ad Harvard, dove studia buchi neri, meccanica quantistica, onde gravitazionali e altre amenità, c’è chi è pronto a scommettere che Sabrina Gonzalez Pasterski, 23 anni, sia “the next Einstein”.

Cubano-americana nata e cresciuta a Chicago, ci ha messo poco a guadagnarsi fama da “giovane favolosa”. A 14 anni Sabrina si era messa in testa di costruirsi un aeroplano. Detto, fatto, come dimostra un video che postò su YouTube documentando tutte le fasi dell’impresa. Lasciare quell’aereo in garage, però, non aveva senso e così eccola sfrecciare in cielo sedicenne nella trasvolata del lago Michigan.

“Le sue potenzialità sono straordinarie”, hanno detto Allen Haggerty ed Earl Murman, professori del Massachusetts Institute of Technology, dove la ragazza prodigio si è poi laureata in fisica in appena tre anni e con una la media del 5.0, il massimo. Un ottimo trampolino (insieme a una ricca borsa di studio) per un Ph.D. ad Harvard, dove oggi gode di full academic freedom: può cioè fare ricerca su quello che le pare senza che nessuno della prestigiosa università ci metta il becco.

Sul suo spartanissimo sito, Physicsgirl.com, Sabrina pubblica gli eventi per cervelloni ai quali è invitata in giro per il mondo, gli articoli che le dedica la stampa mondiale, ma, soprattutto, i suoi articoli scientifici, roba tipo Superrotations and Flat Space Holography o New Gravitational Memories (a meno che non siate del mestiere, la traduzione dall’inglese servirebbe comunque a poco). Alcuni di quegli studi sono stati citati da mostri sacri della fisica come Stephen Hawking.

Forbes ha inserito Sabrina Gonzales Pasterski tra i 30 scienziati under 30 americani che potranno influenzare il futuro del mondo (da notare che oltre un terzo della lista è rappresentato da immigrati o seconde generazioni). A lei, quel futuro, non fa certo paura: “Bisogna essere ottimisti su cosa si crede di poter fare. Quando sei piccolo, dici un sacco di cose su cosa farai o sarai da grande. Io penso sia importante non perdere di vista i propri sogni”.

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