FIGLIO DI IMMIGRATI 1 NEONATO SU 5

dicembre 2018

Le cicogne, in Italia, volano poco. Nel 2017 sono nati 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto all’anno precedente, quasi 120 mila in meno rispetto a dieci anni prima. “La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008 sembra aver assunto caratteristiche strutturali”, scrive l’Istat in un report pubblicato a fine novembre. Se ci non fossere i nuovi italiani, però, andrebbe pure peggio, molto peggio.

Tra i nuovi nati del 2017, ben 99.211, il 21,7%, hanno almeno un genitore che arriva da lontano. Nella maggiorparte (67.933) dei casi sono stranieri sia la mamma sia il papà, gli altri sono figli di coppie miste. Il report sottolinea che anche gli immigrati stanno diventano meno prolifici, in parte perché le donne arrivate dei primi anni 2000 intanto hanno realizzato i loro progetti riproduttivi e sono invecchiate, mentre la crisi economica ha rallentato l’arrivo di nuove leve. Inoltre, molte famiglie immigrate stanno scomparendo dai radar in quanto tali, perché prendono la cittadinanza italiana. Il confronto tra tassi di fecondità, però, resta schiacciante: le donne italiane hanno in media 1,24 figli, le straniere 1,98.

Tornando alle bimbe e ai bimbi stranieri nati nel 2017, al primo posto si confermano i (figli di) romeni, 14.693, seguiti da marocchini (9.261), albanesi (7.273) e cinesi (3.869), quattro comunità che si spartiscono il 51,8% del totale. Coerentemente con la distribuzione dell’immigrazione in Italia, l’incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri è molto più elevata al Nord (circa 20,9%) e al Centro (17,0%) rispetto a Sud (6,1%) e Isole (5,5%). Tra le Regioni l’incidenza più alta di registra in Emilia-Romagna (24,3%) e in Lombardia (22%), seguite da Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte dove si aggira intorno al 20%. Se, però, si considerano tutti i nati con almeno un genitore straniero, l’incidenza arriva a oltre il 30% dei nati al Nord, al 24,5% al Centro, mentre al Sud e nelle Isole ci si ferma a 9,5% e 8,7%. Tra le Regioni, spiccano Emilia-Romagna (34,7%), Lombardia (30,8%), Veneto (29,4%) e Liguria (29,1%).

Se state immaginando la carica di quei 100 mila, potete pure provare a chiamarli, uno a uno. Anche quest’anno, infatti, l’Istat ha compilato una classifica dei nomi dei nuovi arrivati. E se Francesco e Sofia sono le scelte più in voga genitori italiani, tra gli stranieri le preferenze si differenziano, ovviamente, a seconda della cittadinanza.

“La tendenza a scegliere un nome diffuso nel paese ospitante piuttosto che uno tradizionale – spiegano i ricercatori – è più spiccata per le comunità rumena e cinese. Così è frequente che i bambini rumeni si chiamino Matteo o Luca, ma anche David, Gabriel e Alexandru; i nomi delle bambine rumene sono Sofia, Sofia Maria, Emma, Maria e Giulia Maria. I bambini cinesi si chiamano prevalentemente Kevin e William, ma anche Leonardo, Matteo e Alessio; i nomi delle bambine cinesi sono Emily, Elisa, Sofia, Angela e Gioia”. Tra i bambini albanesi vanno forte Gabriel, Noel e Kevin, ma anche Mattia e Enea; tra le bambine vince Amelia, seguito da Aurora, Noemi, Emma e Emily. I genitori marocchini, invece, prediligono nomi tradizionali: soprattutto Adam, Youssef e Rayan per i pupi, Sara, Malak e Jannat per le pupe.

Mixità

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