A SPOTIFY LE FESTE DIVENTANO FLESSIBILI

dicembre 2017

“Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi […] Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale” in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore”.

Scrooge cancellerebbe il 25 dicembre dal calendario, o meglio, lo segnerebbe in nero, come un qualunque altro giorno lavorativo. Impossibile battere in acrimonia il vecchio avaro raccontato da Dickens, ma non è mica detto che a Natale si debba per forza festeggiare. Soprattutto se è una festa “degli altri”. In un mondo pieno di diversità , ognuno dovrebbe farsi il calendario a modo suo.

È la strada che Spotify, colosso della musica in streaming, ha deciso di lasciare ai 3500 dipendenti sparsi per il mondo. Il programma Flexible Public Holidays, lanciato lo scorso novembre con lo slogan “No matter what you believe in, we believe in you”, consente a ogni lavoratore di decidere i propri giorni festivi, indipendentemente dalle feste nazionali previste dei Paesi dove lavorano.

Un musulmano, ad esempio, potrà trascorre tranquillamente in ufficio il 25 dicembre, per starsene invece a casa con parenti e amici in occasione di Eid al-fitr, la fine del Ramadan. Al stesso modo, un cinese potrà sedere alla sua scrivania anche il 1 gennaio, per poi fare baldoria in occasione del “suo” Capodanno o la Pasquetta di un dipendente induista magari sarà lavorativa, Diwali assolutamente no. L’opzione sarà possibile anche a favore di altre ricorrenze, che nulla centrano con la religione o le tradizioni culturali, come la Giornata mondiale contro l’omofobia.

“La forza lavoro di Spotify è molto varia, con oltre 90 nazionalità rappresentate solo nei nostri uffici in Svezia e Usa e noi vogliamo crescere sia in numeri che in diversità ” ha scritto Katarina Berg, Chief Human Resources Officer di Spotify, annunciando le Flexible Public Holidays. “Dobbiamo sfidare le norme culturali che vengono tradizionalmente proiettate su ogni individuo e considerare che possono non riflettere le considerazioni, il credo e lo stile di vita di ogni persona”.

“Le persone - ha sottolineato la manager - sono la nostra risorsa più importante e ognuno deve avere l’opportunità di celebrare ciò che ritiene importante e sentirsi incluso nel farlo, indipendentemente da chi è, in cosa crede, da dove viene, quale musica ascolta e in che Paese di trova a lavorare in quel momento. Le Risorse Umane possono iniziare a cambiare le cose per riconoscere gli individui nella forza lavoro, consentendo alle persone di essere davvero sè stesse e di offrire il meglio di s蔝.

Se la diversità è una forza, ognuno deve essere libero di credere e celebrare ciò che vuole. Probabile, però, che anche negli uffici di Spotify non ci sarà nessuno il giorno della Festa dei Lavoratori.

Mixità

Condividi su < Tutti i post