Trovano ormai un po’ stretta anche la definizione “seconde generazioni” . Perché non sono secondi a nessuno, non sono gli ultimi arrivati. Crescono in Italia, i più sono anche nati qui. Sono figli di immigrati, ragazzi e ragazze troppo spesso trattati da stranieri nel loro Paese, che hanno voglia di partecipare e di cambiare le cose.
Una ventina di associazioni di giovani dal background migratorio, nell’ambito di un’iniziativa promossa dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno formato lo scorso autunno il Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni. “Ci sembra una definizione più inclusiva rispetto alla complessa realtà che rappresentiamo e che vogliamo contribuire a rendere più partecipata e ricca di opportunità” spiegano introducendo un Manifesto che raccoglie le loro proposte in diversi ambiti d’azione.
Ce n’è per tutti, compresi i figli degli italiani. Le Nuove Generazioni chiedono, ad esempio, che gli insegnanti abbiano una formazione interculturale, ma anche che la scuola accompagni meglio gli studenti nel mondo del lavoro. Questo a sua volta dovrebbe internazionalizzarsi, puntare al diversity management e valorizzare alcune competenze informali di giovani che quotidianamente mediano “tra i modi di pensare, di vivere, di desiderare della famiglia d’origine e quelli della società nella quale stiamo crescendo”.
Gli orizzonti della nostra cultura, altro punto del Manifesto, devono allargarsi, lanciando ponti verso le culture di Paesi dove affondano ormai le radici di tante famiglie italiane. È tempo di riflettere “su un modello italiano di integrazione e di apertura alla diversità”, e i giovani di origine straniera possono strumenti e protagonisti ideali del dialogo interreligioso e interculturale.
Indispensabile il riconoscimento di pari diritti civili e politici. “Siamo figli di un Paese che non ci riconosce come cittadini”, scrivono le nuove generazioni italiane, ancora costrette a chiedere e rinnovare periodicamente un permesso di soggiorno. L’ennesimo appello alla politica per un riforma della cittadinanza che ponga fine a un’ingiustizia e riconosca anche per legge chi sono, oggi, gli italiani.
Di seguito i punti principali del Manifesto delle Nuove Generazioni Italiane , questo il testo integrale.
SCUOLA
1. Promuovere una formazione specifica dei docenti alla gestione di classi multiculturali
2. Potenziare le azioni di sostegno scolastico, psicologico e di mediazione linguistico-culturale
3. Rafforzare il coinvolgimento delle famiglie nella scuola
4. Costruire un sistema integrato di orientamento e di transizione scuola-lavoro
LAVORO
5. Riconoscere e valorizzare le competenze non formali e informali
6. Incentivare l’internazionalizzazione del mercato del lavoro
CULTURA, SPORT E PARTECIPAZIONE
7. Valorizzare e favorire la conservazione della cultura del Paese d’origine e rafforzare il legame con la cultura italiana
8. Promuovere lo sport come strumento di integrazione
9. Favorire l’associazionismo, la partecipazione attiva e le pari opportunità
CITTADINANZA E RAPPRESENTANZA POLITICA
10. Sostenere iniziative che garantiscano pari diritti civili e politici