COZONAC, PANDORO, KUTIA E PANETTONE… DOLCE NATALE

dicembre 2016

Come addolciscono le Feste gli immigrati? Con un bel mix di tradizioni, quelle dei Paesi d’origine, ma anche quelle che hanno scoperto e gustato in Italia.

Panettone e Pandoro a Natale, così come la colomba a Pasqua, sono infatti ormai dolci da ricorrenza anche per i nuovi italiani. L’Osservatorio Etnocom ha scoperto che il 60% degli immigrati li consuma durante le Feste e non sono certo esperienze isolate, tanto per provare. Oltre il 40% dice infatti di consumarne “abbastanza”, il 20% di farlo “spesso”. Le marche che conoscono di più: Bauli, Motta, Melegatti, Balocco, Perugina, Paluani…

Poi, naturalmente, ci sono i dolci che arrivano da lontano. Come il cozonac dei romeni, impasto di farina, zucchero, latte e uova arricchito in genere con l’uvetta o le noci, ma le varianti sono tante, anche al cacao. Per tradizione si prepara due giorni prima di Natale per poi portarlo in tavola la sera della vigilia. Il segreto, dicono, è una lenta lievitazione. Vi ricorda qualcosa? In effetti lo chiamano il “panettone romeno”.

Basta sposarsi di pianerottolo in un immaginario condominio multietnico per assaggiare invece i Bibingka delle Filippine. Sono un must della novena di Natale, maratona di fede e festeggiamenti che parte il 16 dicembre e si conclude con la Noche Buena. Tra la luce dei parol, variopinte lanterne a forma di stella, e le note dei carols intonati dai bambini, non possono mancare questi dolcetti a base di farina di riso, uova e cocco, magari serviti su foglie di banane.

Arriva invece dalle Ande la tradizione della chocolatada, con le tazze fumanti che i peruviani sorseggiano insieme per scambiarsi gli auguri di Feliz Navidad e che offrono con doni e altri dolci ai più bisognosi, in quello che è un evento sociale di solidarietà. La ricetta è particolarmente ricca, il cioccolato infatti va sciolto insieme a latte fresco e liofilizzato, burro, farina di mais, cannella e buccia di arancia. Qualche goccia di liquore può completare l’opera.

La cena della vigilia per gli ucraini è particolarmente impegnativa, ha dodici portate, come i mesi dell’anno che sta per finire. Tra queste, c’è la kutia, dolce che mescola grano cotto, frutta secca e semi di papavero pestati in un mortaio, miele. C’è chi crede che lanciandone una manciata sul soffitto e guardando i chicchi che rimangono attaccati si possa leggere il futuro. Usanza poco praticata, è scomodo imbiancare dopo ogni Natale.

Mixità

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