La nuova Italia cresce e continuerebbe a farlo anche a frontiere chiuse. Ce lo ricordano mocciosi che hanno la mamma e il papà arrivati da lontano, ma nomi spesso uguali a quelli degli italiani “da generazioni”.
L’ultimo report dell’Istat su “Natalità e fecondità della popolazione residente” dice che lo scorso anno oltre 100 mila bambini nati nel nostro Paese, un quinto del totale, avevano almeno un genitore straniero. Tra questi, oltre 70 mila, il 15% dei nuovi nati, avevano sia la mamma che il papà stranieri. Questo quando in realtà i residenti stranieri rappresentano solo l’8% della popolazione.
Se si considera la cittadinanza delle madri straniere, ai primi posti per numero di
figli si confermano le donne rumene (19 mila nati nel 2015), al secondo le marocchine (12 mila ), al terzo le albanesi (9 mila ) e al quarto le cinesi (4 mila) . Queste quattro comunità totalizzano da sole quasi la metà delle nascite da madre straniera.
La distribuzione territoriale dei fiocchi azzurri e rosa ricalca naturalmente quella degli immigrati in Italia, che si concentra soprattutto al Nord, dove è di cittadinanza straniera il 21% dei nuovi nati (25% in Emilia-Romagna, oltre il 22% in Lombardia, circa il 20% in Veneto, Liguria e Toscana. Nelle Regioni del Centro si scende al 17%, al Sud e nelle Isole siamo intorno al 5%.
Anche le nascite di bimbi stranieri, comunque, negli ultimi anni risultano comunque in leggera flessione. C’entrano la crisi economica, ,la frenata dei nuovi arrivi, con conseguente invecchiamento della popolazione straniera che già vive in Italia e anche il fatto che molti genitori intanto sono diventati italiani e quindi i loro figli nascono già col passaporto tricolore.
Il contributo dell’immigrazione alla (scarsa) natalità in Italia rimane altissimo: il tasso di fecondità tra le italiane è fermo a 1,27 figli per donna, tra le straniere arriva a 1,94.
L’Istat si è divertita anche a stilare una classifica dei nomi più di moda tra i nuovi nati. Tra figli di italiani, al primo poto ci sono Francesco e Sofia. Gli immigrati chiamano invece più spesso i figli Adam, Youssef e Rayan, ma anche Matteo, Alessandro, Davide e Mattia, mentre per le figlie scelgono Sara, Sofia, Aurora e Malak.
La comunità cinese ha una spiccata propensione a scegliere nomi italiani: i bambini iscritti in anagrafe si chiamano Kimi, Kevin, Matteo, ma anche Federico, Luca e Andrea; tra le bambine il nome più frequente è Emily, seguito da Sofia, Angela e Elena. Un comportamento opposto si riscontra per i genitori del Marocco, che raramente scelgono per i loro figli nomi non legati alle tradizioni del loro Paese d’origine: Adam, Youssef, Rayan se il fiocco è azzurro, Sara, Malak, Amira quando è rosa.
I genitori rumeni e albanesi, infine, prediligono tanto nomi molto diffusi in Italia quanto nomi più tipici della comunità di appartenenza. Cosi è frequente che i bambini romeni si chiamino Matteo o Luca, ma anche David, Alexandru o Gabriel. Per le bambine i nomi prevalenti sono Sofia, Maria, Giulia e Alessia Maria. I bambini albanesi si chiamano prevalentemente Kevin e Noel, ma anche Andrea, Gabriel e Mattia; le bambine Aurora, Noemi, Amelia, Emily e Melissa.
Mixità