VENDI CASA? IN CINESE È MEGLIO

giugno 2018

L’avevano già capito gli sciuscià: se vuoi fare affari con qualcuno, devi parlare la sua lingua. A quei tempi un lustrascarpe doveva proporsi come shoeshine per guadagnare qualche lira dai liberatori americani. Oggi, nell’Italia multiculturale, anche il mercato immobiliare può aprirsi nuove strade grazie a una traduzione.

Lo ha sperimentato con successo un imprenditore cremonese, recentemente finito sulla stampa locale col nome fittizio di Guido. Da anni cercava di vendere un complesso di appartamenti da circa 500 metri quadri non lontani dal centro, ma finora tutti i tentativi andavano a vuoto. C’era chi ne voleva solo una parte e chi invece voleva tirare troppo sul prezzo e a nulla erano serviti gli annunci online, l’intermediazione delle agenzie e i volantini stampati e distribuiti in giro per la città.

Finché a Guido, ostinato a non svendere, si accesa una lampadina. Nel giro di una notte, lo striscione “Vendesi proprietà” fino ad allora appeso ai balconi del palazzo ha cambiato lingua, diventando 出售物業, Chūshòu wùyè, l’equivalente in cinese. La stragrande maggior parte dei passanti non avrà capito, magari sarà restata qualche secondo col naso all’insù a cercare di interpretare quegli strani segni, ma una minoranza preziosa, a quanto pare, ha riconosciuto subito quegli ideogrammi.

Intervistato dal Corriere della Sera, Guido ha raccontato che voleva “intercettare il mercato”. “Da anni in città e nel resto d’Italia si vede che a fare gli affari che contano sono i cinesi, non più gli italiani. Quindi mi sono chiesto: perché non rivolgermi direttamente a loro?” . A quanto pare, l’idea ha dato i suoi frutti: chi ha saputo interpretare quell’annuncio ha infatti anche chiamato il numero di telefono stampato accanto.

“Ha funzionato. In molti stanno chiamando per chiedere informazioni, adesso ho l’imbarazzo della scelta”, assicura l’imprenditore, confermando che moltiplicando i destinatari di un messaggio si moltiplicano anche le occasioni di successo. “Ad ogni problema corrisponde una soluzione. In questo caso avere intuito e un po’ di creatività è bastato”.

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