VENDERE AI CINESI CON UN CLIC (E UNA TRADUZIONE)

ottobre 2018

“绝佳投资方案”!”Ottimo investimento”! Alessandro lo assicura in due lingue e racconta tutti i pregi del suo  出售位置极佳的精美酒吧, cioè “bellissimo bar in ottima posizione”, a Verona. Intanto, Ivo, cede a Corsico una 鸡肉、烤肉、熟食店转让”, che è una “Rosticceria, polleria, gastronomia” , e Roberto cede un garage a Torpignattara, Roma, raccomandando: “非诚者勿扰。”, il classico “No perditempo”…

Alessandro, Ivo e Roberto sono utenti di Vendereacinesi.it, una nuova via della Seta telematica decisamente più corta e veloce di quella che si snodava tra Celeste Impero e Impero Roma, ma nata dalla stessa necessità di far incontrare domanda e offerta. Da un lato, italiani che vogliono vendere attività, immobili e altri beni, dall’altra cinesi in Italia (e non solo) che non vogliono farsi scappare l’affare.

Pubblicare un annuncio sul sito costa poco meno di cinquanta euro. Nel pacchetto sono comprese la traduzione in cinese e la pubblicazione sul portale gemello MaiMaiOuzhou.com, su altri siti internet cinesi visitati da tutta Europa,  su WeChat, il social network più utilizzato dalla comunità e su Europe China News, mensile in cinese distribuito a Milano, Roma, Torino, Prato e Padova.

“L’idea è nata nel 2013. Eravamo a cena con alcuni giovani cinesi che raccontavano quanto fosse difficile per i loro connazionali investire in attività commerciali in Italia: il problema non erano i soldi, ma la lingua. Intanto, molti italiani sapevano che i cinesi compravano attività, ma non sapevano come raggiungerli”, racconta a Mixità Simone Toppino, l’imprenditore piemonte che ha fondato Vendereaicinesi.it insieme al fratello Alberto e ad Alessandro Zhou, giovane italo cinese laureato in Economia alla Bocconi. Ormai pubblicano circa 5 mila annunci l’anno e nella compagine societaria è entrato anche il gruppo Class Editori.

Qualche agenzia immobiliare italocinese esistevano nei quartieri di più forte immigrazione, ma Vendereaicinesi.it non ha limiti geografici e nei suoi scaffali virtuali ha di tutto, dalle attività commerciali agli immobili, fino alle auto e ai servizi (compresi quelli di wedding planner), anche se sono soprattutto le prime a tirare. “La comunità cinese è oggi tra le più attive nel rilevare bar, ristoranti, tabacchi, negozi e altre piccole attività, perché ha indole imprenditoriale e disponibilità economica. Chi pubblica annunci di quel tipo in genere viene subito contattato”, sottolinea Toppino.

Il sito si limita a offrire traduzione e visibilità, non segue la trattativa quando gli utenti si mettono in contatto, ma tutto lascia immaginare che potrebbe sviluppare una lunga serie di altri servizi.  “Già oggi – spiega ancora il cofondatore – possiamo consigliare ai clienti una lista di commercialisti che lavorano con i cinesi, alcuni sono proprio italo cinesi. Tendenzialmente, però, gli acquirenti hanno già professionisti di fiducia e comunque si fanno sempre accompagnare da qualcuno che parla bene l’italiano”.

Inutile dire che i nuovi italiani, per Vendereaicinesi.it, sono una risorsa. Ma non solo perché hanno decretato il suo successo. “I nostri utenti, in genere, rilevano attività che gli italiani non vogliono più fare. Ho visto personalmente moltissimi casi di passaggio generazionale con genitori ormai anziani che avevano mandato avanti un bar per 40 anni e figli che sceglievano altre strade. Quei bar oggi sono ancora aperti grazie ai cinesi”, sottolinea Toppino. Spesso, poi, i nuovi acquirenti mantengono i vecchi dipendenti o assumono altri italiani: “Hanno capito che con un italiano dietro al bancone è più facile relazionarsi con i clienti. E così l’Italia ci guadagna in occupazione e integrazione”.

Mixità

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