SHEROL E BOWLAND, L’X FACTOR ARRIVA DA LONTANO

novembre 2018

È lunga l’onda della nuova Italia a X Factor. Dopo i tanti concorrenti con radici sparse per il mondo, compresi gli afro-bresciani Soul System vincitori nel 2016, stavolta sono i Bowland e Sherol Dos Santos a puntare alla finale. A giudicare da quello che hanno fatto ascoltare finora tra audizioni, bootcamp e serate live, hanno ottime chance di arrivarci.

Saeed Aman 35, Pejman Fani 34 e Leila Mostofi 31 erano amici già a Teheran, dove frequentavano una scena musicale alternativa che la fama oscurantista dell’Iran rende difficile anche solo immaginare. È stata però Firenze, dove sono arrivati per studiare, a vedere la nascita di un trio che fa trip hop e molto altro, mischiando la musica elettronica di Saeed, i suoni non convenzionali di Pejman e la sensualissima voce di Leila.

Bowland in farsi vuol dire “forte”, ma letto all’inglese come “terra degli archi” può ricordare l’Iran ha suggerito in un’intervista la front woman. Difficile, comunque, dare un’unica patria a uno stile che nelle diverse puntate è riuscito dare la sua forte impronta a pezzi anche molto diversi, da Maybe Tomorrow degli Stereophonics a Sweet Dreams degli Euritmycs, passando per Senza un perché di Nada. Ha ragione Lodo Guenzi, “come li tocchi suonano”.

Sherol Dos Santos, 21 anni, ha una strepitosa voce soul e la pelle scura. Romana, figlia di capoverdiani, finora non è certo stata con le mani in mano: studia Chimiche e Tecnologie Farmaceutiche all’università e intanto lavora come babysitter, come cameriera e alla reception di un centro sportivo. Folgorata dall’aria della Regine della Notte di Mozart in un cartone animato di Barbie, ha iniziato a cantare sin da bambina nel coro dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

“L’X Factor è quel talento nascosto che ognuno di noi vuole esprimere al meglio”, dice. Ci riesce già benissimi. Nonostante la scarsa propensione a tenere i nervi saldi (“Mi chiamano Dos Ansios…”, scherza), finora non ha sbagliato un colpo, cimentandosi con mostri sacri come Mina (La voce del silenzio) o Whitney Houston (I will always love you). La sua preferita, però, è Beyoncé ed ecco come ha emozionato fino alle lacrime Manuel Agnelli con Listen:

Mixità

< Tutti i post