SCUOLA MULTIETNICA, 1 ALUNNO SU 10 È “STRANIERO”

settembre 2018

Finita l’estate, la campanella ha trovato tra i banchi delle nostre scuole oltre 800 mila figli di immigrati, bambini e adolescenti non (ancora) italiani. L’ultima rilevazione del Ministero dell’Istruzione, che riguarda l’a.s. 2016/2017, ne ha contati 826 mila, il 9,4% degli iscritti a materne, elementari, medie o superiori.

In questo articolo di Mixità, trovate tutti i dati del Ministero dell’Istruzione. Intanto, nelle anticipazioni del Dossier Statistico Immigrazione 2018, che verrà presentato il 25 ottobre dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in partenariato col Centro Studi Confronti, si ricorda che quell’incidenza è in continua crescita, visto che “gli alunni figli di italiani vanno sempre più diminuendo (-96.300 in un anno, -1,2%) per il costante calo delle nascite, mentre quelli nati da genitori stranieri vengono gradualmente aumentando (+11.200 e +1,4%), grazie alla maggiore giovinezza e fecondità della popolazione di origine immigrata”. Non è però il caso di adagiarsi: “Se fino ad oggi la presenza di figli di immigrati aveva compensato la decrescita della popolazione scolastica nazionale, attualmente gli alunni stranieri non bilanciano più la perdita in atto e il numero complessivo di iscritti è calato in un solo anno di 85.000 unità (-1,0%)”.

Sono ben 190 le nazionalità rappresentate tra i banchi, ma a fare la parte del leone sono i bambini e i ragazzi di cittadinanza romena (158.000), albanese (112.000), marocchina (102.000) e cinese (49.500), che insieme rappresentano oltre la metà degli alunni stranieri, se così vogliamo ancora chiamarli. Perché, a ben guardare, di straniero, nella maggioranza dei casi, hanno solo il nome. “Il dato più importante – sottolineano i ricercatori dell’IDOS – è la quota sempre più ampia di alunni stranieri che sono nati in Italia, le cosiddette “seconde generazioni”, che spesso riconoscono l’italiano come propria lingua madre, vivono con e come i coetanei italiani e si sentono tali a tutti gli effetti, condividendo con loro ogni cosa eccetto la cittadinanza (e ciò che essa comporta, in termini di riconoscimento giuridico e di diritti)”. Se nell’a.s. 2007/2008 i nati in Italia erano appena un terzo (34,7%) di tutti gli alunni stranieri, nell’a.s. 2016/2017 sono più di mezzo milione (503.000), i tre quinti (60,9%) del totale. Rispetto all’a.s. precedente, sono aumentati di ben il 12,9% (+57.600).

“Si tratta – osserva Luca Di Sciullo, presidente di IDOS – di identità non riconosciute dalla legge e spesso scisse tra due mondi culturali di riferimento. Se fino a diversi anni fa la priorità della scuola in Italia era di mandare a regime una didattica meno incentrata sulla sola storia, geografia e cultura italiana e più aperta alla conoscenza dei paesi e delle tradizioni del resto del mondo, in considerazione delle provenienze e dei portati culturali degli studenti stranieri, oggi che i tre quinti di essi sono nati e cresciuti in Italia senza esserne cittadini, la priorità è diventata la necessità di affrontare e gestire il loro conflitto d’identità, perché esso non finisca per esplodere, quando, usciti dalle aule, questi giovani si inseriranno nella società”.

Mixità

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