QUINDICI MILIONI DI IMMIGRATI IN ARRIVO

giugno 2018

I nuovi italiani saranno sempre di più e anche nei prossimi decenni ci aiuteranno a contrastare invecchiamento e riduzione della popolazione.

“Un contributo determinante sarà quello esercitato dalle migrazioni con l’estero”, scrive l’Istat nel report “Il futuro demografico del Paese”, pubblicato all’inizio di maggio, che fa alcune previsioni sull’andamento della popolazione residente da qui al 2065. I ricercatori prendono in considerazioni tre scenari e anche se in quello mediano e quindi considerato più probabile la quota di immigrati dall’estero scende gradualmente da iniziali 337 mila unità nell’anno base fino a 271 mila unità annue nel 2065, i numeri fanno comunque impressione.

Secondo quell’ipotesi, fino al 2065 immigreranno complessivamente in Italia 14,6 milioni di persone. Tutti quegli arrivi supereranno di molto le partenze, arrivando agevolmente a doppiarle. Gli emigrati per l’estero scenderanno infatti da 153 a 132 mila tra il 2017 e il 2035, per poi avere un’evoluzione stabile nel medio e lungo termine, intorno a un valore medio di 130 mila unità annue dal 2035 in avanti. In totale sarebbero 6,6 milioni a lasciare l’Italia nell’intero arco di proiezione.

Il saldo migratorio con l’estero, la differenza cioè tra entrate e uscite, sarà quindi ampliamente positivo, anche se secondo le proiezioni subirà una costante flessione. Da +184 mila unità del 2017 si scenderà, infatti, a +171 mila nel 2035, per arrivare a +139 mila nel 2065. L’Istat prevede che il segno + sarà una costante anche se di prenderanno in considerazione le singole ripartizioni geografiche, facendosi sentire in particolare nel Centro-nord ma pure nel Mezzogiorno.

Parliamo, comunque, di previsioni e l’Istituto ci tiene a precisare che non ha una sfera di cristallo.

“È opportuno ricordare – scrivono i ricercatori – che i flussi migratori con l’estero sono contrassegnati, assai più delle altre componenti demografiche, da profonda incertezza riguardo al futuro. Le migrazioni internazionali sono infatti governate da una parte da normative suscettibili di modifiche, dall’altra da fattori socioeconomici interni ed esterni al Paese di non facile interpretazione. Si pensi, ad esempio, alla pressione migratoria esercitata nei Paesi di origine per via delle condizioni politiche, ambientali, sociali e demografiche, alle politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati, alla modulazione del mercato del lavoro in Italia, al possibile incremento dell’emigrazione di cittadini residenti in Italia”.

“Nelle condizioni date è ipotizzabile che disparità in termini di reddito e condizioni di vita tra l’Italia e i Paesi di origine (e di destinazione) possano permanere ancora a lungo, dando così luogo a scenari migratori assai diversificati che nelle presenti previsioni si è cercato di documentare”, sottolinea il Report. Dovendo insomma scommettere su un numero, quello dei 15 milioni di nuovi italiani in arrivo sembra essere il più sicuro.

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