QUANTI IMMIGRATI? LA PERCEZIONE È DISTORTA

ottobre 2018

Distorta, ingigantita, in bianco e (soprattutto) nero. La percezione che gli italiani hanno dell’immigrazione è lontana dalla realtà e foriera di paure. Lo conferma una recente analisi dell’Istituto Cattaneo, che ha analizzato i dati forniti da Eurobarometro confrontando la nostra situazione con quella di altri Paesi Ue.

Si è partiti da una semplice domanda, “Per quanto ne sa Lei, qual è la percentuale di immigrati rispetto alla popolazione complessiva?” e si è scoperto che i cittadini europei hanno il vizio diffuso di sovrastimare gli stranieri: questi in realtà sono l’7,2% della popolazione dell’Ue, ma gli intervistati stimano siano più del doppio, il 16,7%. Tra tutti, però, sono proprio gli italiani a spararla più grossa: facendo registrare il maggior distacco tra la percentuale di immigrati non-UE realmente presenti (7%) e quella stimata, o percepita, pari al 25%. In pratica, secondo l’ipotetico uomo della strada, ci sarebbe uno straniero ogni tre italiani.

“Gli errori di percezione sull’immigrazione in Europa segnalano dunque l’esistenza di una scarsa informazione dell’opinione pubblica su questa tematica. Però, l’errata stima sulla presenza di immigrati potrebbe derivare anche da pregiudizi”, suggeriscono i ricercatori. Per verificare questa ipotesi hanno incrociato l’errore di percezione con un altro indice (il NIM, elaborato dal Pwe Research Center), che misura il grado di di sentimento Nazionalista, anti-Immigrati e contrario alle Minoranze religiose in 15 nazioni europee. Il risultato? All’aumentare dell’ostilità aumenta anche l’errore nella valutazione sulla presenza, con l’Italia che conquista la posizione più “estrema”, caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose”.

“L’atteggiamento fortemente negativo verso l’immigrazione – sottolinea l’Istituto Cattaneo –
potrebbe essere la causa di una sovrastima degli immigrati presenti nella società così come potrebbe esserne la conseguenza (chi ritiene che gli immigrati siano “troppi” potrebbe essere indotto a maturare un sentimento di ostilità verso gli stessi immigrati). Ad ogni modo, è chiaro che l’“errore percettivo” in riferimento al fenomeno migratorio non deriva soltanto da un problema di poca o scarsa informazione, bensì da diverse “visioni” del mondo che inevitabilmente ne condizionano l’osservazione”.

L’analisi dei ricercatori evidenzia anche altre variabili che si associano a una percezione distorta dell’immigrazione, che risulta maggiormente lontana dalla realtà tra elettori di destra e centrodestra, tra persone con livello di istruzione più basso e tra lavoratori manuali o a bassa qualifica professionale. Pesa anche la geografia: al centro-sud si sovrastimano gli immigrati più che al Nord, nonostante in realtà ce ne siano meno che al Nord. Più comprensibile il fatto che la percezione sulla diffusione dell’immigrazione risulti maggiore nelle grandi città rispetto ai piccoli comuni o alle aree rurali.

Questi errori di percezione hanno conseguenze rilevanti anche sugli atteggiamenti nei confronti degli immigrati e del loro impatto sulla società? Parrebbe di sì, visto che anche sul rapporto tra immigrati e criminalità, sull’ipotesi che gli immigrati riducano le possibilità occupazionali e sul il peso o il contributo degli immigrati sulla sostenibilità del welfare nazionale l’opinione degli italiani è decisamente più negativa rispetto alla media europea

“Queste differenze – concludono i ricercatori – sembrano essere anche il prodotto di una errata percezione del fenomeno migratorio: chi ne ingigantisce la portata, è indotto anche a ingigantirne le conseguenze. Però, sarebbe sbagliato pensare che il tema dell’immigrazione sia soltanto una questione di mal-percezione: perché i suoi effetti sugli atteggiamenti dei cittadini sono concreti e reali. Ed è soprattutto con quelli che la politica e i partiti devono fare i conti”.

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