P&G E L’AMORE DI MAMMA OLTRE I PREGIUDIZI

gennaio 2019

“Se il mondo riuscisse a vedere quello che vediamo noi”… Così pensano le mamme protagoniste di Love Over Bias, un toccante video creato da P&G per le Olimpiadi invernali di Pyon Yang che lo scorso novembre si è aggiudicato il primo premio agli ANA Multicultural Excellence Awards.

Racchiude sei storie di altrettanti atleti alle prese con pregiudizi e ostacoli vari: dalla bambina nera che sogna trionfi sugli sci guardando le eroine rigorosamente bianche, a quella asiatica che si taglia i capelli per fare hockey su ghiaccio, fino al bambino che non può permettersi un’attrezzatura da competizione all’ultimo grido, o alle piccole pattinatrici artistiche musulmane col velo che si cuciono a casa gli abiti da gara. A sostenere quei sogni, a vedere potenzialità dove gli altri vedono limiti, ci sono mamme sempre pronte a confortare, a spronare, a credere.

Marc Pritchard, Chied Brand Officer di P&G, ha pungolato la platea degli ANA Multicultural Excellence Awards, promossi dall’associazione dei pubblicitari americani: “Se non state facendo marketing multiculturale, vuol dire che non state facendo marketing!”. Il senso del video è, però, più alto: “P&G aspira a creare un mondo migliore per tutti, un mondo libero da pregiudizi, dove tutti abbiano pari rappresentanza, voce e opportunità. Quando il mondo è più giusto, la società è migliore e questo porta a crescita economica”, dice Pritchard. “Sfortunatamente, l’uguaglianza è limitata dai pregiudizi. Sappiamo che possiamo usare la nostra voce a fin di bene e fare luce sui pregiudizi che limitano le potenzialità umane. Speriamo di promuovere una discussione aperta, influenzare gli atteggiamenti e cambiare i comportamenti”.

Secondo un sondaggio condotto dal comitato olimpico internazionale per conto di P&G, il 55% degli atleti olimpionici sono stati vittime di pregiudizi da bambini e il 53% ha indicato proprio le mamme come prime supporter in questa battaglia. Praticamente tutti, il 99%, hanno detto di essere riusciti a diventare atleti olimpici proprio perché le mamme credevano in loro. Del resto, Love Over Bias si è ispirato a storie vere, come quella di Zahara Lari, prima pattinatrice artistica su ghiaccio degli Emirati Arabi a competere a livello internazionale, o quella della toghese Mathilde Petitjean, prima sciatrice di fondo a rappresentare alle Olimpiadi un Paese dell’Africa Occidentale.

I genitori di Michelle Kwan, pluripremiata pattinatrice statunitense, erano invece immigrati da Honk Kong e hanno dovuto fare grandi sacrifici economici per assecondare la passione della figlia: “Quel filmato – ha spiegato la campionessa – mi ricorda tanto il viaggio che io e mia madre abbiamo fatto insieme per arrivare alle Olimpiadi. Il suo amore incondizionato e il suo supporto sono stati fondamentali per farmi andare oltre i giudizi degli altri. Non avevamo le stesse risorse dei miei avversari, ma abbiamo fatto il meglio che potevamo e ci siamo riuscite, insieme”.

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