NUOVI ITALIANI IN BANCA, ABI: “CLIENTI MATURI”

novembre 2018

“Negli anni la clientela di origine straniera è andata esprimendo al mondo bancario domande ed esigenze sempre più articolate e diversificate, in linea con la complessiva crescita dei suoi livelli d’integrazione sociale ed economica. Oggi non chiede più solo servizi di base, come conti correnti, carte di pagamento e mutui, ma anche prodotti di investimento, di risparmio e assicurativi”.

Giustino Trincia, responsabile dell’ufficio rapporti coi consumatori e responsabilità sociale d’impresa dell’Associazione Bancaria Italiana, traccia così per Mixità l’evoluzione del rapporto banche e nuovi italiani. Clienti sempre più maturi e, anche per questo, sempre più preziosi: “C’è una piena consapevolezza nel mondo bancario italiano delle potenzialità connesse ad una maggiore integrazione finanziaria e sociale dei nuovi italiani, come dimostra il trend di continua crescita dell’offerta commerciale nei loro confronti. L’aumento costante del numero di imprenditori non può che accrescere questa attenzione”.

Il panorama è descritto bene nella sesta edizione del “Rapporto annuale sull’inclusione finanziaria dei migranti in Italia” curato dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) e frutto di un Osservatorio che vede l’Abi accanto al Ministero dell’Interno. Dice che il 75% degli immigrati adulti sono ormai bancarizzati, che sono intestati a stranieri 2,7 milioni di conti correnti e oltre un milione di carte con IBAN e che ciascun correntista risulta titolare di quasi due strumenti di pagamento. Il 53% usa l’internet banking, anche perché l’84% dice di usare internet almeno una volta la giorno. Emerge, soprattutto, il ricorso crescente ad una pluralità di prodotti e servizi evoluti: in cinque anni la componente assicurativa è cresciuta del 50%, quella legata ai prodotti e servizi di investimento di quasi il 70%.

Aumenta, si legge ancora nel rapporto, il livello di consapevolezza di questi clienti, “sempre più soggetti attivi dinanzi alla molteplicità di offerte e di proposte di servizi e prodotti provenienti dal mondo bancario”. E se l’evoluzione dei comportamenti finanziari li ha resi per certi versi assimilabili agli italiani, si confermano anche “significative caratterizzazioni che li distinguono e che pongono nuove e stimolanti sfide al mondo bancario”. A mantenere in piedi i ponti con la madrepatria, per esempio, non è più solo i money transfer: “Sono aumentati gli immigrati che hanno deciso di stabilirsi definitivamente in Italia e che intendono magari mantenere un rapporto con gli istituti di credito dei loro Paesi di origine, per continuare ad aiutare i propri familiari e parenti”, segnala Trincia.

La familiarità dei nuovi italiani con il web ha spinto l’Abi a pubblicare solo online una nuova edizione della brochure multilingue Benvenuti in Banca. Incrociando domande e offerta (“cosa le serve?”, “cosa offre la banca?”) contiene informazioni utili e consigli per tutte le fasi del rapporto con questi clienti: mandare i soldi a casa; gestire il proprio denaro e fare pagamenti; ottenere un prestito; gestire il risparmio e affrontare eventi imprevisti. La bussola per orientarsi nella complessità delle soluzioni disponibili è un glossario dalla A alla Z dei principali strumenti e servizi bancari. Il tutto è tradotto in Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Arabo, Cinese, Ucraino, Tagalog e Hindi, con un numero di lingue raddoppiate rispetto alla precedente edizione proprio per raggiungere un pubblico il più vasto possibile.

La brochure verrà diffusa dalle banche e dai numerosi partner dell’iniziativa: Acli, Anci, Arci, Caritas Italiana, Cespi, Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unhcr. “Si tratta dunque di uno strumento d’inclusione finanziaria, perché senza avere conoscenze di base su come accedere a ciò che una banca può fornire, è molto difficile oggi potersi integrare in una comunità, in una società più ampia. Speriamo di essere riusciti ad adottare un linguaggio il più possibile semplice ed accessibile”, dice Trincia, che ne ha curato con il suo ufficio la realizzazione. Non è l’unico impegno dell’Abi su questo fronte: “Con l’aiuto dei nostri partner riteniamo fondamentale avviare programmi di educazione finanziaria, al risparmio e in materia previdenziale, rivolti proprio ai cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia, proprio per rispondere alle nuove esigenze che si sono manifestate negli ultimi anni”.

Infine, mentre curano clienti ormai veterani, le nostre banche guardano a quanti non le conoscono ancora. Prima o poi, infatti, si presenteranno agli sportelli anche quei migranti forzati che oggi arrivano in Italia senza un euro in tasca. “Mi pare evidente che affinché vi sia l’integrazione di una persona, sia essa italiana o straniera, una condizione fondamentale non può che essere l’inclusione finanziaria. Le banche – conclude Trincia – son ben pronte a fare la loro parte, consapevoli che si tratta di una logica rispondente all’interesse generale del cliente, dell’impresa e più in generale del Paese e dell’Europa”.

Mixità

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