MATTARELLA FA GLI AUGURI AI NUOVI ITALIANI

gennaio 2019

Sergio Mattarella non dimentica la nuova Italia. Lo ha dimostrato dalle prime ore del suo mandato, quando, dopo aver giurato sulla Costituzione, nel suo primo discorso alla Camera dei Deputati ha voluto rivolgere “un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese”. Lo ha confermato più di recente nel discorso di fine anno, nel quale ha voluto augurare un buon 2019 anche a chi non è nato italiano, ma ha fatto dell’Italia il suo Paese.

Ai dieci milioni e mezzo di telespettatori e a tutti gli altri che lo hanno seguito via social, Mattarella ha ricordato che gli italiani vogliono “sentirsi e riconoscersi come una comunità di vita”. “Sentirsi comunità – ha spiegato il Capo dello Stato – significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese”.

Parole che sembrano cucite addosso ai nuovi italiani e scacciano una retorica purtroppo imperante che vuole distanze e muri tra “noi e loro”. Mattarella invita a essere “rispettosi gli uni degli altri” e “consapevoli degli elementi che ci uniscono”, rifiutando “l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”. E a chi agita lo spauracchio della sicurezza, il Presidente risponde che “la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”, e che “la vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”.

Sono coerenti con questa premessa anche le parole spese da Mattarella a favore di quella che ha chiamato Italia che ricuce”. “Il nostro – ha ricordato – è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni”. Di qui il ringraziamento al mondo del volontariato, al Terzo Settore, al no profit: “Realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli”.

“Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero”, ha concluso il Presidente della Repubblica, brindando così anche con quel milione e mezzo di italiani con un passato da stranieri, migranti che hanno già preso la cittadinanza tricolore. Poi, però si è rivolto direttamente anche a tutti gli altri che sono sulla stessa strada: “Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese”.

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