L’ALTRO PET CARE, ANIMALI DOMESTICI E NUOVI ITALIANI

settembre 2018

La passione per gli animali domestici ce la portiamo dietro dalla notte dei tempi. Avevamo ancora una clava in mano quando abbiamo capito che il lupo, anziché mangiarci, poteva diventare nostro amico. Molto più recente è la nascita di un vero e proprio mercato legato alle esigenze di Rex, Silvestro, Titti e compagnia, un mercato sempre più interessante, perché in costante e velocissima espansione.

Secondo gli ultimi dati di Assalco, l’Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia, nelle case italiane vivono ormai 60 milioni tra pesci, uccelli, gatti, cani, piccoli mammiferi e rettili. Il 67% delle famiglie ne ha almeno uno. Questo si traduce in un giro di affari da oltre 2 miliardi di euro, spesi tra l’alimentazione (quasi tutti) e accessori. Quanto valgono, in quella torta, gli acquisti dei sette milioni tra immigrati, figli di immigrati e neo cittadini? I protagonisti del mercato farebbero bene a chiederselo, visto che l’amore per gli animali non sembra conoscere confine. Secondo l’Osservatorio Etnocom-Doxa, per esempio, il 20% dei romeni in Italia ha un cane o un gatto, a conti fatti sono oltre 200 mila potenziali clienti e parliamo solo di una delle comunità immigrate.

Se ne sono accorti anche negli ambulatori veterinari. “Negli ultimi anni si è registrato un aumento della richiesta di prestazioni medico veterinarie da parte di cittadini stranieri. Dalla nostra esperienza è però difficile dire quali comunità siano più numerose”, dice a Mixità il dott. Gaetano Penocchio, presidente della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, convinto che nella scelta di rivolgersi a un professionista non pesino tanto le differenze culturali, ma le condizioni di salute degli amici a quattro zampe: “Hanno le medesime necessità di qualsiasi altro proprietario”. Potrebbe essere utile, però, secondo Penocchio, facilitare la comunicazione con il veterinario. “La difficoltà a volte è relativa alla lingua soprattutto per le persone di origini asiatiche, come i cinesi. Sarebbe buona cosa disporre di un set di domande scritte con traduzione con risposte chiuse per poter effettuare una visita”.

Tornando al mercato, che ne pensano i giganti di pet food? Mars, che attraverso marchi come Pedigree, Cesar, Whiskas e Kitekat si spartisce con Nestlè (Purina) la fetta più grande, non mette ancora a fuoco i nuovi italiani nella loro specificità, ma si dice comunque pronta a rispondere alle loro esigenze. “Ciascun proprietario che abbia cura del proprio animale da compagnia attraverso un atteggiamento responsabile rappresenta un consumatore al quale offrire prodotti e servizi qualitativamente elevati”, ci spiegano dal quartier generale di Assago. “Noi offriamo tutte le informazioni necessarie e le risposte del caso a chi utilizza già da tempo o approccia per la prima volta i nostri prodotti”.

La multinazionale confida nella forza globale dei suo marchi e della sua comunicazione. “Mars è presente in oltre 80 Paesi al mondo, i consumatori conoscono quindi i nostri marchi e ne riconoscono le caratteristiche qualitative. Le nostre campagne hanno l’obiettivo di contribuire a creare un mondo migliori per gli animali e per chi si prende cura di loro, indipendentemente dalla collocazione geografica o dalla provenienza dei nostri consumatori. Il nostro sito mars.it è legato ai siti di tutte le sedi Mars nel mondo, quindi consultabile da chi parla lingue diverse”.

“I neocittadini italiani e quelli che presto lo diventeranno e posseggono degli animali sono certamente un target con il quale vogliamo dialogare e confrontarci”, assicura, invece, Luciano Fassa, direttore generale di Monge & Co. spa. “La Famiglia Monge si occupa da oltre 55 anni di alimentazione per cani e gatti ed è oggi la principale realtà in Italia e tra le più importanti in Europa. È naturale quindi confrontarsi con tutti i proprietari di cani e gatti indipendentemente dalla loro nazionalità”.

“Nel petfood chi compra non consuma e chi consuma non può esprimersi, se non attraverso il gradimento dell’alimento; quindi diventa fondamentale innanzitutto intercettare le esigenze di alimentazione e benessere dell’animale”, premette Fassa. “I consumatori di origine straniera potrebbero avere abitudini diverse legate all’offerta dei prodotti pet nei loro Paesi di origine. In Italia l’offerta è certamente molto ampia e al top in Europa sui punti vendita specializzati o nei supermercati, quindi in grado di soddisfare ogni necessità”.

La dimensione internazionale dell’azienda non è solo una marcia in più, ma un ulteriore motivo per prestare attenzione ai nuovi italiani. “Esportiamo in oltre 85 Paesi ed è certamente possibile che chi viene nel nostro Paese possa aver conosciuto ed acquistato i nostri prodotti nel suo Paese d’origine. È anche vero che i consumatori venuti in Italia per turismo e per lavoro possono aiutare la crescita e la distribuzione dei nostri prodotti una volta che rientrano nei loro Paesi”, riflette il Direttore Generale di Monge & C. spa.

Campagne mirate, magari in lingua straniera? “Possono essere utilizzate maggiormente nella comunicazione online e sul sito”, suggerisce Fassa. “Nella comunicazione più tradizionale sui mezzi TV, radio e stampa oggi abbiamo utilizzato solo la lingua italiana. Naturalmente sul nostro sito vi sono tutte le informazioni anche in lingua inglese e per i mercati della Cina e della Russia abbiamo sviluppato dei siti in lingua dedicati a questi Paesi. È vero però che in l’Alto Adige da tempo utilizziamo sulla stampa la comunicazione in doppia lingua e questo è stato certamente apprezzato”.

La GDO di prodotti e accessori con animali ha l’occasione di conoscere davvero di persona questi nuovi clienti, come nel caso di Maxi Zoo, che ha un centinaio di negozi in Italia e 1500 in tutta Europa. “La propensione per l’adozione di un pet in casa si registra anche tra le famiglie di origine straniera, a testimonianza del fatto che in Italia gli animali da compagnia stanno entrando sempre di più a far parte delle famiglie come dei veri e propri membri a tutti gli effetti”, conferma il marketing manager Stefano Capponi. “Pur non essendo in possesso di dati specifici, le famiglie dei “nuovi italiani” risultano essere un target assolutamente interessante per Maxi Zoo, dove è possibile trovare qualsiasi prodotto possa contribuire al benessere dei pet, offrendo in tal modo ulteriori opportunità di integrazione nel nostro Paese”.

“Riteniamo – aggiunge Capponi – che anche questi consumatori rivolgano particolare attenzione alla consulenza e competenza dei nostri addetti alle vendite, senza dimenticare però le opportunità di risparmio proposte mensilmente attraverso le nostre attività promozionali: volantini, esperti in-store, sconti stagionali. Al momento non lo riteniamo un target così frammentato da arrivare a strutturare campagne in lingua, l’italiano può essere la lingua funzionale, a ulteriore testimonianza del fatto che l’arrivo di un pet in famiglia è simbolo della nuova vita nel nostro Paese”.

Intanto a Sestino, in provincia di Arezzo, una tenace signora romena ha fatto diventare la sua passione per i cani un’avventura imprenditoriale dal nome nè romeno né italiano, ma addirittura latino. Nell’allevamento “Fortis fortuna adiuvat”, Cristiana Gogu cresce selezionatissimi Romanian Mioritic, cani da pastore originari dei Carpazi tanto grandi quanto pelosi, oggi particolarmente apprezzati anche come cani da guardia o da compagnia. “In questo momento ne ho quattordici intorno, ma non abbaia nessuno”, ci fa notare durante l’intervista. “Sono fatti così, si fanno sentire, eccome, solo in caso di pericolo”.

Gogu in patria insegnava geografia, poi si è innamorata di un toscano e lo ha seguito qui, reinventandosi una vita e un mestiere. “Ho iniziato con i Golden Retriever, poi ho portato dei Mioritic dalla Romania, ho iniziato ad allevarli ed è stato vero amore ”. È fiera dei risultati: “Dal mio allevamento sono già usciti una campionessa mondiale e due campioni italiani. Ho clienti da tutta Italia, compresi alcuni miei connazionali. La scorsa primavera sono arrivate qui addirittura due persone in macchina da Danzica a comprare un bellissimo mioritic. Tremilaseicento chilometri in auto tra andata e ritorno”. Ma perché quel motto in latino? “Perché se la fortuna aiuta i forti, gli sforzi che faccio per lanciare anche in Italia questa bellissima razza saranno tutti ricompensati”.

Mixità

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