LA FORZA GIOVANE DELL’ITALIA CHE INVECCHIA

novembre 2018

Italia, pensa al domani. Nel 2050 gli over 65 saranno aumentati del 47,4% e gli anziani rappresenteranno ormai il 33,8% della popolazione. Crescerà la richiesta di welfare e sarà difficile fronteggiarla con una popolazione in età lavorativa che le culle vuote avrà ridotto del 18% rispetto a quella di oggi. Ci sarà un pensionato ogni lavoratore, contro i 2 ogni 3 di oggi. Pensa, Italia, a quel domani, e guarda oggi con occhi nuovi ai nuovi italiani che rallentano l’invecchiamento del Paese.

Pare questo l’invito del Rapporto 2018 sull’Economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, dedicato alle “Prospettive di integrazione in un’Italia che invecchia” e che ricorda che tra il 2011 e il 2017, mentre tanti italiani giovani e istruiti se andavano all’estero (ci sono soprattutto loro dietro il saldo migratorio negativo pari a -391 mila unità), gli stranieri in Italia sono cresciuti di 1,1 milioni e altri 800 mila hanno preso la cittadinanza tricolore. Rispetto agli italiani, sono più giovani (età media di 33,6 anni contro i nostri 45,4) e il loro saldo naturale è positivo (+60.267 in un anno contro -251.537), per questo, anche se sono oltre 5 milioni, e quindi oltre l’8% della popolazione, incidono solo con il 2,1% sulla spesa pubblica.

Approfondendo l’impatto economico dell’immigrazione, il Rapporto ricorda che ormai gli occupati stranieri sono 2,4 milioni, rappresentano il 10,5% degli occupati e producono 131 miliardi di valore aggiunto, l’8,7% del totale nazionale. “Non è da sottovalutare – sottolineano i ricercatori – nemmeno l’apporto dei 691 mila imprenditori stranieri, che rappresentano il 9,2% del totale imprenditori, dato in crescita negli ultimi cinque anni del 16,3% in controtendenza con la diminuzione degli italiani (-6,4)”.

La Fondazione Moressa rendiconta anche il gettito dei nuovi italiani: versano 11,9 miliardi di contributi previdenziali (che rivedranno come pensione solo tra molti anni) e dichiarano 27,2 miliardi di redditi, sui quali pagano 3,3 miliardi di Irpef. Valori importanti, questi ultimi, ma proporzionalmente inferiori a quelli medi degli italiani. Perché? “Perché provengono da lavori poco qualificati”, risponde il Rapporto. “Un aumento della mobilità sociale degli stranieri inciderebbe in modo positivo sull’impatto fiscale italiano”. Chissà che, da qui al 2050, non cambi qualcosa.

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