LA DIVERSITY VA ALLA GUERRA (E VINCE)

maggio 2018

La diversity è un’arma e lo sa bene chi di armi se ne intende. Le Forze Armate australiane (Australian Defence Force), per esempio, hanno capito che dovevano innalzare il proprio tasso di multiculturalità per rispecchiare e difendere meglio il loro Paese e così, la scorsa estate, hanno lanciato la campagna “ADF families”.

I protagonisti sono uomini e donne dell’esercito, dell’aviazione e della marina con origini cinesi, indiane, mediorientali, vietnamite, malesiane, aborigene o caucasiche, che in otto video raccontano la loro esperienza. Lo fanno, però, insieme alla mamma, al papà, alla sorella o ad altri familiari che magari quando si arruolarono erano contrari o preoccupati per la loro scelta.

Vederli in famiglia rende evidente non solo il background, ma anche il fatto che i legami con quella cultura non si sono interrotti indossando un’uniforme. Quella mamma, quel papà e quella sorella ora sono fieri della scelta del loro caro, tutta la famiglia fa da testimonial, nella comunità d’origine, per il reclutamento nelle forze armate.

“L’ADF vuole rispecchiare la comunità australiana che cerca di proteggere, per creare l’organismo di difesa più forte possibile dobbiamo attrarre i migliori talenti che l’Australia può offrire”, ha spiegato lo scorso luglio l’allora ministro della Difesa Marise Payne, presentando la campagna. “Il più grande asset della Difesa sono le sue persone. Una forza lavoro varia garantisce una più grande varietà di idee per sfidare i luoghi comuni e ci aiuterà rafforzare le nostre capacità e la nostra efficienza operativa”.

Dan Tehan, ministro del personale delle Forze Armate, ha ribadito che ai militari “vengono offerte opportunità in un ambiente inclusivo, dove la loro cultura è riconosciuta e rispettata”. E c’è un motivo in più per cui nei video sono stati coinvolti i genitori: “In tante di quelle culture, i figli guardano ai genitori come guida, c’è molto rispetto per la loro influenza, certe decisioni non vengono prese da soli, ma in famiglia”. Insomma: arruolati, è bello. Lo dicono anche mamma e papà…

Mixità

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