LA CAMPAGNA ANTI FUMO È HIP HOP E MULTICULTURALE

ottobre 2018

“Quasi 5 milioni di adolescenti multiculturali hanno un atteggiamento aperto nei confronti del fumo o hanno già sperimentato le sigarette, fumandone fino a 100 nel corso della loro vita. Questo evidenzia la necessità di azioni più forti e targettizzate per prevenire il tabagismo dai giovani”.

Tre anni fa la Food and Drug Administration, l’organo che governa la sanità negli Usa, è partita da queste considerazione per lanciare “Fresh Empire“, la prima campagna di educazione pubblica per prevenire e ridurre il fumo tra giovani (12-17 anni) afromericani, latinos e asiatico americani, a quanto pare accomunati da una certa propensione a finire tra le braccia delle ‘bionde’, ma anche dalla passione per l’hip hop. Proprio la cultura di strada nel quale si identificavano è stato il comune denominatore scelto per raggiungerli tutti: “Una approccio di segmentazione innovativo e promettente, che si concentra su giovani che condividono gli stessi ideali di fondo, hanno esperienze di vita simili e interessi comuni”.

La campagna, ancora in corso, suggerisce che vivere senza fumo aiuta a raggiungere i propri obiettivi: successo, fascino e autocontrollo. Evita, infatti, il rischio di diventare dipendenti dal tabacco e anche l’esposizione a sostanze tossiche che peggiorano aspetto fisico, performance e salute. La vita senza tabacco viene associata a desiderabili stili di vita hip hop, grazie a messaggi che viaggiano su tv, radio, stampa, web, social o attraverso iniziative locali ed eventi che ospitano come testimonial famosi DJ e musicisti, il più delle volte di quelle stesse minoranze, così come altri artisti e atleti multiculturali. L’Fda ci ha investito 128 milioni di dollari, tutti provenienti dalle tasse sulle sigarette.

“I giovani delle minoranze hanno tradizionalmente un rischio più alto di diventare fumatori e ne soffrono in maniera sproporzionata le conseguenze sulla salute per il resto della vita. Trovare modi creativi per raggiungerli è un imperativo”, spiega Jonca Bull, assistant commissioner dell’Fda per la salute delle minoranze. L’hip hop ha permesso anche di superare barriere culturali tra minoranze diverse, già abbattute da questa passione trasversale.

Inoltre, come fa notare il direttore del Center for Tobacco Products dell’Fda Mitch Zeller, “mantenere il controllo è uno dei pilastri della cultura hip hop. Ma fumare è una perdita di controllo, quindi l’uso del tabacco è in conflitto con quella priorità. La campagna sottolinea questo importante messaggio”. E lo fa, naturalmente, in rima: Setting sights on CEO OF INDEPENDENCE as my goal. So I reject cigarettes to regain control…

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