JUST DO IT, COLIN, NONOSTANTE TRUMP

settembre 2018

Just do it, ripete Nike dal 1988. Per festeggiare il trentennale, ha appena chiamato a raccolta testimonial del calibro di Serena Williams e LeBron James, ma a meritarsi più titoli di giornale è stato Colin Kaepernick, quarterback che, proprio per averlo “fatto e basta,” non gioca più nella National Football League.

Kaepernick è stato il primo atleta NFL a restare seduto e poi a inginocchiarsi durante l’esecuzione dell’inno americano prima delle partite. Un modo per protestare contro il razzismo che vedeva dietro le uccisioni di neri da parte di agenti di polizia negli Usa.”Non mi alzerò in piedi per mostrare fierezza in una bandiera per un Paese che opprime le persone nere e di colore”, spiegò allora. “Per me, questa è una cosa più grande del football e sarebbe egoista, da parte mia, girare la testa dall’altra parte”.

Il gesto di Kaepernick, che allora giocava nei San Francisco 49ers, è stato imitato da molti altri colleghi per poi oltrepassare i confini del football americano (tra gli altri, si inginocchiarono artisti come Steve Wonder o John Legend) e diventare, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, anche una protesta contro la sua amministrazione, ritenuta troppo vicina ai suprematisti bianchi. Trump non l’ha presa bene, ma ha twittato a più riprese contro la protesta, giudicandola antipatriottica e invitando la NFL a licenziare gli atleti che vi prendevano parte, definiti dal presidente “figli di p”.

Kaepernick ha incassato minacce e insulti di ogni tipo, ma quando è scaduto il suo contratto con i San Francisco 49ers non ha trovato nessuna altra squadra disposta a ingaggiarlo. A quel punto ha denunciato la NFL, che avrebbe deciso di fare cartello per punire il suo attivismo.

All’inizio di settembre, eccolo però ricomparire come testimonial della Nike. “Crediamo che Colin sia uno degli atleti che più hanno ispirato questa generazione, ha fatto leva sul potere dello sport per spingere in avanti il mondo”, ha spiegato Gino Fisanotti, vice presidente del brand per il Nord America, mentre Trump sbottava: “”Credo sia un messaggio terribile, che non dovrebbe essere inviato. Non c’è alcun motivo”.

Piaccia o no al Presidente, ora il faccione di Kaepernick ispira altri coraggiosi, con questo messaggio: “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto. Just do it”.

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