IMPRESE ETNICHE, BOOM DI CONTI CORRENTI

maggio 2018

Sempre più numerose e sempre più stabili. La buona salute delle imprese degli immigrati si vede anche in banca.

Lo certifica il nuovo Rapporto annuale dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, nato dalla collaborazione dell’Associazione Bancaria Italiana  e del Ministero dell’Interno e gestito dal Centro studi di politica internazionale.  Arrivato alla settima edizione, si basa sui dati forniti dagli operatori finanziari (banche e Banco Posta) relativi a migranti di 21 nazionalità non Ocse, concentrandosi sull’area dello “small business”, preponderante nel tessuto produttivo italiano.

Tra i dati più interessanti di questa edizione, c’è proprio l’aumento delle imprese small business gestite da cittadini stranieri e titolari di un conto corrente, raddoppiate  dalle 74 mila del 2010 alle quasi 150 mila del 2016. Tra il 2015 e il 2016 l’incremento è stato del 21%, con un tasso di crescita medio annuo che supera il 12%). Aumentano anche i conti correnti aperti da più di 5 anni intestati a imprenditori migranti, una cartina al tornasole della maturità del rapporto col settore finanziario. Nel 2010 la percentuale era il 16%, nel 2016 raggiunge quasi il 50%.

Secondo il Rapporto, l’intermediazione finanziaria e l’accesso agli strumenti forniti dagli operatori del mercato contribuiscono a rafforzare il processo di sviluppo dell’attività imprenditoriale straniera. Un fenomeno capace di contribuire in maniera notevole all’economia del Paese: secondo i dati InfoCamere, il 9,4% delle imprese in Italia nel 2016 è condotto da stranieri e la media nazionale del valore aggiunto prodotto dalle imprese straniere in Italia è aumentata di 5,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Quanto ai percorsi d’impresa, i dati dimostrano che, almeno inizialmente, sono condizionati dall’appartenenza ad una determinata comunità, ma con un quadro molto eterogeneo. Nell’ultimo anno, tra le imprese clienti di operatori finanziari sono cresciute soprattutto quelle guidate da persone arrivate da Bangladesh, Senegal, India e Nigeria. Se si guarda però all’incidenza dei conti small business sul totale dei conti correnti intestati alle singole nazionalità, la classifica è guidata da asiatici (Cina, Pakistan e Bangladesh) ed egiziani.

Il Rapporto testimonia anche la crescita dell’imprenditoria femminile. Nel 2016 le imprese guidate da donne, titolari di un conto corrente, sono un terzo (il 33% circa) del totale e l’incidenza è in crescita da sei anni a questa parte. Se poi ci si concentra sulle singole nazionalità, le percentuali maggiore si riscontra nella comunità ucraina, con quasi il 70% di imprese al femminile, seguite da comunità polacca e filippina, entrambe intorno al 60% e quindi da quella cinese, circa 45%.

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