IMBOSCATA ALLA NARCOS PER RISCATTARE LA COLOMBIA

giugno 2018

“Da colombiano che vive negli Usa, è doloroso vedere come le persone percepiscono il nostro Paese dall’esterno”, racconta Ciro Sarmiento, capo dei creativi di Dieste, agenzia di comunicazione multiculturale con sedi a New York e Dallas. “Sali su un taxi a New York o incontri qualcuno al ristorante e appena scoprono che sei colombiano, la prossima cosa che senti è “Oh, Pablo Escobar!” oppure “Cocaina!”

Una delle campagne più recenti curate da Sarmiento è stata, allora, un “ritorno a casa”,per difenderla da come viene considerata nel resto del mondo. I committenti erano Bancolombia, il giornale El Colombiano e il Comune di Medellín, i destinatari tutti quegli statunitensi per i quali Colombia fa rima con Narcos. “L’ispirazione ci è venuta dalla recente ondata di serie e film che glorificano i signori della droga colombiani, facendoli apparire quasi come eroi” svela il creativo.

“Abbiamo pensato che il modo migliore per spiegare agli stranieri le reali bellezze della Colombia fosse ingannarli, facendo loro credere che fosse arrivato un nuovo narco show”. Invece, è arrivato “The cColombian Ambush”, quattro mini puntate in spagnolo con sottotitoli in inglese in onda su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube. Nell’ “imboscata” del titolo non cadono i nemici di un narcotrafficante, ma gli stereotipi e chi se ne fa portatore. L’idea è combattere gli stereotipi attraverso gli stereotipi, in alcuni casi ingaggiando gli attori delle serie che hanno contribuito a crearli.

Chi è il vero Patron della Colombia? Cosa hanno da offrire le vere colombiane? Chi stanno inseguendo quei brutti ceffi jungla? E cosa nasconde quel camion fermato dalla polizia? Dialoghi tesi e atmosfere alla Narcos, ma con sorpresa finale. Anzi, sorprese, perché la Colombia ne riserva tante, dai capolavori di Gabriel Garcia Marquez ai tesori del museo dell’oro di Bogotà, dal più grande numero di specie di uccelli al mondo alla scienziata che ha guidato la missione Nasa del robot Discovery su Marte.

Se il pubblico di riferimento resta quello nordamericano, la campagna vuole girare anche sulle tv e nei cinema colombiani, per dare una mano alla self-consciousness dei colombiani stessi. “Il nostro piano è diventare un esercito di Colombiani che fanno cose buone, fieri delle loro radici e desiderosi di aiutare il Paese a ripulire la sua immagine”.

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