IL TESORO DEI LATINOS, GIOVANI E DIGITALI

marzo 2019

Le minoranze sono la maggioranza. Succede in oltre 400 contee americane, dove, messi insieme, latinos, afroamericani, asiatici & Co. rappresentano ormai il grosso degli abitanti, ma anche altrove il trend è significativo: i multicultural americans sono 131 milioni, il 37,5% della popolazione degli States, con i latinos a fare la parte del leone: 19,6%.

“Non c’è dubbio che l’America stia diventando multiculturale e che gli ispanici siano una parte significativa di questo cambiamento. Anche se alcuni brands iniziano a fare i conti con la realtà, c’è ancora molta strada da fare prima che gli advertisers capiscano questo mercato e ne sblocchino il potenziale”, ha scritto recentemente Parker Morse su Forbes, in un articolo intitolato How The U.S. Hispanic Market Is Changing This Year. L’autore è CEO di H Code media, società specializzata nell’advertising digitale rivolto ai latinos.

Il Census Bureau ha contato 58,9 milioni di ispanici negli Usa nel 2017 e prevede che diventino oltre 72 milioni entro il 2030. Il cambiamento non è solo nel numero di presenze, ma anche nell’età, sempre più bassa, tanto da farne già oggi la minoranza più giovane d’america: 28 anni in media. “Capire quanto sono giovani è fondamentale per gli advertiser – sottolinea Morse – dal momento che influenza le abitudini di consumo sui media, le tecnologie usate, l’abbondanza nei prime spending years e molto altro. È un dato di fatto che entro il 2024 quasi la metà dei millennials americani saranno multiculturali”.

Anche i latinos vogliono vedersi riflessi nelle cose che hanno a cuore o nei prodotti che acquistano. Rispondono quindi a messaggi che parlando alle abitudini, ai valori e alla cultura ispanica. Gli advertiser, spiega l’esperto, possono ingaggiarli in vario modo, come contenuti in spagnolo o bilingue, passaparola, social influencer e piattaforme digitali, soprattutto quelle video e musicali, che sono sempre più popolari in questo pubblico. Devono, però, fare i conti anche con la sua grande varietà e rifletterla nelle campagne: i contenuti in spagnolo in onda sulle tv della comunità, per esempio, raggiungeranno soprattutto le prime generazioni, quelli bilingue online soprattutto quelli cresciuti negli Usa.

Un dato incontrovertibile, comunque, è la propensione di questo pubblico al digitale: i latinos sono tra i primi ad adottare nuove tecnologie, conducono vite online attivissime nelle quali non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti multimediali (l’uso di Snapchat, per esempio, tra i millennials ispanici è superiore del 20%) e frequentano i social in maniera decisamente più intensiva rispetto ad altre comunità . Intanto, fanno anche passi avanti importanti sul fronte dell’educazione, con un incremento delle iscrizioni ai college, così come su quello del reddito medio, cresciuto del 20,7% negli ultimi 5 anni, molto più che per altre comunità. Tutti dati che, secondo Morse, vanno letti in combinazione con quelli sull’età media di questo pubblico.

“Investire sul mercato ispanico oggi – conclude il CEO di H Code Media – significa costruire una relazione duratura con consumatori leali ai brand che hanno avanti a loro più anni di spesa rispetto ai non ispanici. Questo è l’anno in cui i brand devono riconoscere il potenziale e il potere dei latinos. Quelli che potranno presentarsi a questo pubblico con il messaggio giusto, possono lasciare un’impronta nel nuovo mainstream americano, lastricando la strada lungo la quale questo pubblico finora sottovalutato farà le sue scelte d’acquisto negli anni a venire”.

Mixità

< Tutti i post