GAP E LA BIMBA COL VELO CELEBRANO LA DIVERSITÀ

settembre 2018

“Negli ultimi anni, i brand della moda hanno lentamente, ma certamente iniziato a capire che i loro clienti hanno tutti lo stesso aspetto e stanno iniziando a far sì che questo si rifletta nelle loro campagne. Gap è uno di quei brand…”

Così scrive Vogue e basterebbe l’autorevolezzadi uno dei più importanti giornali di moda al mondo per credere che le cose stiano davvero così. Chi vuole una conferma, può però dare un’occhiata alla campagna Back to School del colosso dell’abbigliamento casual americano, che ha per protagonisti i bambini di una scuola elementare pubblica di Harlem, a New York.

I sorrisi e gli sguardi sbarazzini con cui i piccoli modelli indossano jeans, felpe e magliette inseriscono tutti d’ufficio nella categoria universale “bambini felici”. A saltare all’occhio, però, è soprattutto la loro enorme varietà etnica e culturale, la stessa, presumibilmente, che si incontra fuori dalla loro scuola, per le strade del loro quartiere. “La collezione – si legge sul sito di Gap Italia – invita i bambini a tornare a scuola con entusiasmo per celebrare le differenze e trovare nuove fonti d’ispirazione”.

Ecco allora capelli afro e treccine, pelli più o meno scure, occhi a mandorla o ingranditi dalle lenti di un paio di occhialoni. Ed ecco anche un hijab, indossato da una bambina presumibilmente musulmana, che è diventato il simbolo più discusso dell’intera campagna.

“Questo mi rende così felice, mio Dio!”, ha twittato condividendo le foto Hamdia Ahmed, modella nata in Somalia e cresciuta in Kenya salita agli onori delle cronache per essere stata la prima concorrente col velo finalista a Miss Maine. “Non avete idea di quanto questo sia importante. Ricordo che mi sentivo così strana e fuori posto quando da ragazzina indossavo lo hijab e vedere questo scalda il cuore e conforta. Sono così felice”, le ha fatto eco Aroosha, una sua giovane follower.

La bambina con l’hijab ha però fatto storcere il naso anche ai tanti che vedono nel velo una forma di sottomissione della donna. In Francia, tra gli altri, ha tuonato la deputata di En Marche Aurore Bergé: “Niente giustifica il velo per le bambine! Gap lo fa diventare un argomento commerciale mascherato da ode alla diversità”. L’anno scorso, polemiche simili erano scoppiate quando una giovane col velo era comparsa in un’altra campagna di Gap. L’azienda aveva serenamente risposto: “Non vendiamo hijab, ma vogliamo celebrare la diversità. I nostri clienti, i nostri dipendenti hanno origini, religioni e stili di vita molto diversi tra loro. Vogliamo sostenerli tutti”.

Mixità

 

 

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