FAKE NEWS E IMMIGRAZIONE, COPPIA PERFETTA

marzo 2019

Troppe pseudonotizie dal naso lungo si aggirano per Italia e in molti casi riguardano proprio l’immigrazione. Lo dice il primo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online pubblicato all’inizio di marzo dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha analizzato milioni di documenti generati lo scorso anno dalle fonti più disparate, comprese le fabbriche di fake news già smascherate dagli esperti di debunking.

Il risultato è tutt’altro che confortante: l’8% dei contenuti informativi online prodotti lo scorso anno possono essere bollati come disinformazione, un volume che secondo gli esperti si è “assestato su un valore mediamente più alto rispetto agli anni passati” e che sembra avere un legame molto stretto con le dinamiche fondamentali della nostra democrazia: il picco massimo di bufale è stato raggiunto in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 e della formazione del nuovo governo.

La disinformazione fiorisce soprattutto nella cronaca (34% dell’offerta di disinformazione), nella politica (19%) o nella scienza e tecnologia (18%). L’Agcom fa notare come a essere colpite maggiormente siano le materie più rilevanti sotto il profilo del pluralismo, mentre pochissime volte questo succede per lo sport (2%), dove le notizie sono “più facilmente verificabili dai cittadini e, dunque, meno adatte ad essere oggetto di falsificazione”. L’ennesima conferma che la conoscenza è l’antidoto principale alle bufale.

Con un’indagine condotta da SWG, il Garante ha chiesto a oltre 1300 persone di indicare i tre argomenti secondo loro più importanti tra quelli individuati da Eurobarometro come rilevanti per l’Ue. Oltre il 60% degli intervistati ha inserito nel terzetto l’immigrazione, seguita da situazione economica del Paese (49%), disoccupazione (47%), cambiamento climatico (33%) e terrorismo (24%). Se si considera l’offerta di disinformazione per quegli stessi argomenti, l’immigrazione risulta comunque in cima alla classifica, aggiudicandosene il 25%, e piazzandosi a pari merito con la criminalità. Il primo posto è assicurato anche se si guarda ai temi con più disinformazione sul totale: per l’immigrazione l’incidenza è del 15%, segue il terrorismo con l’11%.

“Le strategie di disinformazione – segnalano gli esperti – si fondano per lo più su tematiche divisive e con un forte impatto emotivo. I siti di disinformazione diffondono soprattutto notizie su argomenti polarizzanti, atti a diventare oggetto di propagazione virale attraverso i social network e le altre piattaforme online”, si legge nel report. Non stupisce, allora, la passione di tutti quei Pinocchio per l’immigrazione. È molto più preoccupante che tra gli italiani ci siano ancora tanti creduloni.

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