BOLLICINE PER TUTTI, BOSCA FA LO SPUMANTE HALAL

maggio 2018

“Grazie alla nostra tradizione e al know-how che abbiamo acquisito nelle generazioni, siamo in grado di arrivare a soluzioni che sono a volte inaspettate. Perché lasciar fuori dal mondo della convivialità un fetta sempre maggiore di persone, in Italia come in tutto l’Occidente? Sono tantissime le comunità musulmane… noi riteniamo di poter incidere con Toselli un pochettino sull’integrazione nel nostro mondo!” Pia Bosca, CEO di Bosca s.p.a., spiega così a Mixità il senso del primo spumante halal prodotto dall’azienda di famiglia a Canelli, nell’astigiano.

È dal 1831 che i Bosca producono bollicine e con le migrazioni hanno dimestichezza sin dagli albori dell’Unità d’Italia. Luigi, figlio del fondatore Pietro, portò via mare le sue bottiglie agli italiani che erano andati a cercar fortuna nelle Americhe, esordio dell’internazionalizzazione che oggi vede 75 milioni di bottiglie vendute in 40 Paesi del Mondo. Pia e i fratelli Polina e Luigi, sesta generazione, adesso fanno i conti con la nuova Italia, diventata meta di migranti con i loro gusti e le loro esigenze. Così, dopo aver creato lo spumante analcolico Toselli, hanno anche portato a termine il percorso per il bollino “islamicamente corretto” dell’organismo di certificazione e controllo Halal Global.

“Il tema che si pone davanti a tutti è quello dell’integrazione. E secondo noi l’integrazione passa necessariamente attraverso l’educazione e la convivialità. Sul primo poco possiamo fare, sul secondo ci sentiamo invece sul nostro terreno più fertile”, sottolineano dalle cantine cattedrali Bosca spa. “Tanti immigrati, ormai italiani o “occidentali” in genere di seconda generazione, sono ancora esclusi dalle occasioni clou di convivialità poiché da noi festa è sinonimo di un buon bicchiere di bollicine. E le bollicine esulano dalle abitudini e dai canoni religiosi della tradizione di tanti individui di fede musulmana. Con Toselli, il nostro scopo è anche dare una mano all’integrazione anche sociale di queste persone. Permettere loro di partecipare non come outsiders alle tante occasioni di celebrazione sarà senza dubbio un piccolo passo verso una comunanza di abitudini e ricorrenze che aiuterà loro a sentirsi parte del nostro mondo”.

Oggi i Toselli sono due, “white” e “red”, e sul sito dell’azienda hanno una categoria tutta loro, “Bollicine per tutti”, tra l’innovazione delle “Bollicine di oggi” e la tradizione delle “Bollicine di sempre”. Anche gli abbinamenti consigliati sulle etichette restituiscono il senso dell’incontro tra più mondi: ci sono, per esempio, la seffa, un dessert marocchino tipico delle feste con couscous, mandorla, cannella e latte ai fiori d’arancio, ma anche gli italicissimi “panettone o pandoro”.

La produzione è partita con 5 mila bottiglie annue, vendute per lo più in Italia, ma offerte anche in classe Magnifica sulle rotte di Alitalia verso i paesi arabi. È solo il primo passo di un percorso che guarda moltissimo all’export: “Il prossimo sarà la conversione in Halal delle bollicine senza alcol che vendiamo già in paesi fortemente musulmani, come la Nigeria, per poi farlo espandere in tutta la zona, Gabon, Ghana, e Senegal che già serviamo con una media di 100.000 bottiglie annue. Altrettante almeno, saranno poi pure convertite in Halal destinazione Caraibi e Repubbliche Baltiche”. Toselli si fa conoscere nel mondo (nei mesi scorsi sono state alla fiera Gulfood di Dubai e all’expo halla dell’Alimentaria di Barcellona), ma intanto vuole far festeggiare con i botti e il gusto dello spumante anche il milione e mezzo di musulmani d’Italia: “Il nostro obiettivo è includere nello sfavillante mondo delle bollicine quante più persone possibile”.

Mixità

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