“BENVENUTE IN SVEZIA, VI SPIEGHIAMO IL PIACERE”

maggio 2018

“Il tuo corpo ha tante zone erogene. Scoprirne altre può essere eccitante”… È solo uno dei consigli che una campagna finanziata dal governo svedese dà alle donne migranti, attraverso un corso di educazione sessuale online.

Composto da undici video animati, che trattano argomenti come “Desiderio e Piacere”, “Controllo delle nascite”, “Genitali femminili”, “Dolore durante i rapporti” e “Gravidanza”, è stato realizzato dall’associazione svedese per l’educazione sessuale (RFSU), no profit fondata nel 1933 che ora guarda anche alle tante donne arrivate negli ultimi anni in Svezia con l’emergenza profughi. Di qui la scelta di sottotitolare i contenuti, oltre che in inglese, anche in lingue come l’arabo, il somalo, il farsi o il curdo, ma le animazioni consentono di capirli anche a chi non sa leggere.

Il governo ha annunciato un finanziamento pubblico di 3,7 milioni di corone (l’equivalente di circa 360 mila euro) per sostenere il progetto. “Alcune delle nuove arrivate provengono da società con uso, regole e leggi completamente diverse dalle nostre. Hanno una visione del sesso completamente differente. Questo progetto darà loro un’opportunità migliore di capire i diritti sessuali e riproduttivi in Svezia”, ha spiegato il ministro per gli affari sociali Annika Strandhäll, definendo “estremamente urgente”, la necessità del finanziamento.

Quei soldi, consentiranno alla RFSU di realizzare nuovi video, allargando lo spettro degli argomenti, ma anche di tradurli in altre lingue. “Pensiamo che ognuno abbia il diritto di conoscere temi legati alla contraccezione, alle malattie sessualmente trasmissibili, all’aborto, alla gravidanza e al piacere”, scrive l’associazione. “Il nostro obiettivo è che i video vengano usati dal personale sanitario e insegnanti nei centri di accoglienza o altri professionisti che entrano in contatto con persone che non parlano svedese, ma anche che quante più persone possano trovarli autonomamente su Youtube”.

Non sono mancate, comunque, le critiche, simili a quelle che accompagnarono lo scorso anno un’analoga campagna lanciata dal governo tedesco attraverso il sito www.zenzu.de Intanto, però, RFSU continua la sua opera di informazione anche nelle scuole, con progetti dedicati ai più giovani: tra il 2015 e il 2016 sono arrivati nel Paese 160 mila richiedenti asilo, 35 mila dei quali minori non accompagnati.

Tra loro c’è, per esempio, Masume Ahmadi, ventenne afghana che ha frequentato un corso RFSU in una scuola di Uppsala e oggi racconta: “Nel nostro paese dovremmo fare educazione sessuale, ma spesso gli insegnanti strappano quelle pagine dai libri di biologia, è una materia taboo”. Il diciassettenne afghano Mahdi Rezaie è arrivato in Svezia da solo tre anni fa, dopo essere fuggito in Iran con la famiglia: “Mi ha sorpreso imparare che due uomini o due donne possono stare insieme in Svezia. in Iran l’omosessualità è punita con la pena di morte”.

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