ASTORIA WINES, INTOLLERANTI VERSO L’INTOLLERANZA

settembre 2018

“Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. Martin Luther King ammoniva così gli indifferenti, che in particolari momenti, anche solo tacendo, rischiano di essere complici e quindi colpevoli. Paolo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines, ha capito che un momento simile era arrivato la scorsa estate, mentre qualcuno sparava piombini contro bimbe rom e immigrati o lanciava uova in faccia a nuove italiane dalla pelle nera.

Dalla tenuta Val De Brun di Refrontolo, adagiata sulle colline del DOCG Conegliano – Valdobbiadene, tra le vigne dove nascono i prosecchi e i vini barricati che la sua azienda esporta in tutto il mondo, Polegato ha alzato la voce. Acquistata una pagina sui principali quotidiani nazionali, ha pubblicato il messaggio “Intolleranti verso l’intolleranza”, con il volto di una bellissima Italia nera, le parole di King e l’appello: “La violenza delle parole e dei fatti non è più tollerabile, non rappresenta nè l’Italia nè gli Italiani. Ora basta! Il rispetto della persona prescinde colore, genere e religione”.

“Avrei potuto farlo a titolo personale, ma abbiamo deciso di spendere l’immagine di tutta l’azienda, perché il messaggio fosse più forte. Siamo da sempre in prima linea su temi sociali”, spiega l’imprenditore a Mixità. Già sponsor del Giro d’Italia, con la maglia rosa che festeggia sempre con le sue bottiglie, Astoria Wines non ha bisogno di visibilità aggiuntiva, eppure a Treviso sponsorizza ogni anno il gay Pride, così come il festival Ritmi e Danze del Mondo organizzato nella vicina Giaviera di Montello, animato da tante comunità immigrate nel Veneto.

“I lavoratori stranieri danno un contributo enorme all’Italia, basti pensare a quanto siano indispensabili nel mondo del food nel quale operiamo. Poi ci sono i consumi, gli immigrati affollano i supermercati. Io stesso conosco tanti africani tra Treviso e Padova che bevono anche il nostro prosecco molto volentieri”, sottolinea Polegato, che vorrebbe che l’Italia desse un’immagine migliore di sé anche all’estero. “Dovremmo essere famosi per l’accoglienza positiva e non per i richiami dell’Onu per razzismo”.

Preoccupazioni comprensibili anche da un punto di vista imprenditoriale: Astoria Wines esporta circa il 40% della sua produzione, che a quanto pare sa adattarsi anche a gusti ed esigenze dei nuovi consumatori. “Zerotondo, per esempio, è il nostro spumante senza alcool. Lo abbiamo creato per l’export, portandolo nel Golfo, in Marocco e in Azerbaigian, ma lo vendiamo anche in Italia, dove ormai la comunità musulmana comincia a essere forte”.

Intanto, il futuro dell’azienda fondata nel 1987 da Paolo e il fratello Giorgio, ha anche il volto di Filippo Polegato, attuale responsabile delle vendite e figlio adottivo dell’amministratore delegato. È cresciuto in Veneto, ma è nato in Colombia e ha la pelle nera. “L’Italia è multietnica e multiculturale”, conclude suo padre. “Ci sono e ci saranno sempre più italiani di colori e religioni diverse, assorbiranno la nostra cultura e la arricchiranno. Anche chi non ne è contento, dovrebbe rassegnarsi”.

Mixità

(Da sinistra: Paolo, Filippo, Giorgio e Giorgia Polegato)

 

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