ABDEL CAMPIONE DI SCRITTURA, IN ITALIANO

maggio 2018

Al concorso di scrittura creativa c’è da scegliere quale sia la notizia: che uno studente di ragioneria abbia battuto tutti gli altri finalisti liceali o che quello stesso studente sia madrelingua arabo, perché figlio di immigrati egiziani.

È comunque una bella storia figlia della nuova Italia quella che ha visto il diciottenne milanese Abdel Zaglool aggiudicarsi qualche giorno fa il premio “Sicilia cornice di senso”, bandito dal liceo Ruggero Settimo di Caltanissetta. Il suo racconto, “I Santuzzi”, narra di un figlio alla ricerca del padre e comincia così: “Correva l’anno 1907, correvo anche io, correvo colle tasche colme di arance e la testa carica di pensieri, mi sentivo pesante, ma non potevo rallentare…”

Abdel è nato e cresciuto in Italia in una famiglia musulmana praticante e fino a quando aveva sei anni ha frequentato la scuola araba, poi chiusa, di via Quaranta. Vive alla Barona, con sei sorelle, una madre che parla solo arabo e un padre, laureato in Egitto, che lavora in una casa di cura. Frequenta l’Istituto Allende Custodi. È lì, dopo i primi due anni un po’ “zoppicanti”, che ha scoperto la passione per le lettere, anche grazie alla sua insegnante Luisa Brambilla.

“Forse tutto è iniziato quando ho preso in mano il libro Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, e poi altri romanzi, tutti sulla possibilità di riscatto”, ha raccontato Abdel ai giornalisti, svelando anche che l’incipit del suo racconto rappresenta “la strada che ho fatto io, con fatica. Il patrimonio di studio che mi sono conquistato. Corro, corro. E non ho alcuna intenzione di fermarmi”.

La professoressa Brambilla ricorda come il ragazzo ha scoperto i libri. “La mamma capisce la nostra lingua ma non la parla. Deve però a lei la passione per la lettura. A lei che quando era piccolo, forse per farlo stare tranquillo o per intrattenerlo in casa, gli regalava libri da leggere”. Poi sono arrivate le letture, molto varie, di questi anni: “Ha amato Fenoglio, Vassalli e un libro che ho proposto alla classe qualche anno fa. Si intitola Ragazzo negro (di Richard Wright), il protagonista è come lui affamato di parole e di libri”.

Abdel continuerà a scrivere, ma per ora non pensa di farne una (probabilmente poco redditizia) professione. I programmi di questo quasi ragioniere alle prese con la preparazione dell’esame di maturità sono molto più pragmatici: studi economici all’università e poi “fare cash”, anche in onore di quel padre che trent’anni fa è venuto dall’Egitto in Italia a cercare fortuna. “Voglio trovare il modo di ripagarlo dei sacrifici, restando fedele a quello che sono. Mi piacerebbe fosse orgoglioso di me”.

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